
Il mio percorso universitario...in breve




PRIMO ANNO:
Finalmente dopo due anni di test sono riuscita ad entrare in quella che da sempre sentivo essere la mia facoltà, il mio futuro...

SECONDO ANNO:
Iniziano a nascere le prime amicizie tra i banchi, inizio a familiarizzare con l'ambiente universitario, i professori, i colleghi...


TERZO ANNO:
Inizia il primo anno di tirocinio diretto: aspettative altissime, voglia di conoscere e passare del tempo con i bimbi, di osservare...anche scrivere sulla lavagna era per me un'emozione.


QUARTO ANNO:
Inizio a passare più tempo in università che a casa: lezione interminabili dalle 8 fino alle 18 la sera, mille UDA da progettare, esami da preparare, scadenze da rispettare, stanchezza, sonno arretrato...eppure nulla di tutto ciò mi pesava. Le ore passate a seguire, le pause pranzo al bar, i caffè, le ore intere a divorare libri, tutto mi faceva stare bene.



QUINTO ANNO:
Dal terzo anno ho iniziato a fantasticare su come sarebbe stato bello l'ultimo anno universitario: i pranzi con i professori, gli aperitivi dopo aver studiato un pomeriggio intero, l'ansia della tesi condivisa con i colleghi, gli ultimi esami dati con più consapevolezza...avevo immaginato tutto alla perfezione eppure il COVID ha deciso di non farci vivere tutte queste splendide emozioni... ha deciso di relegarci in una stanza e condividere unicamente con un pc emozioni, ansie, stress.
Ricordo una delle prime lezioni di tirocinio indiretto con lei prof: alla lezione presero parte il prof Refrigeri e il prof Palladino che, tra una risata e l'altra, ognuno dalla postazione di casa propria, ci augurarono un buon inizio...mi emozionai, perché vivere l'università in questo modo sarebbe stato difficile.
E così è stato.
Però, come si dice? "Di necessità si fa virtù", quindi sono sicura che anche questa esperienza mi abbia formata e sarà un valore aggiunto che porterò nel mio bagaglio di insegnante.

Al termine di questo percorso le posso, quindi, dire che le emozioni sono tante e contrastanti: quando penso di dover lasciare l'università, l'ambiente che mi ha accolta per anni nel quale sono cresciuta e ho avuto modo di conoscermi, mi fa salire un nodo in gola.
Tutti i docenti che ho incontrato in questo percorso mi sono stati di fondamentale importanza: Il professor Refrigeri, che inizialmente temevo ma che ho scocciato talmente tante volte bussando alla porta del suo studio che alla fine gli ho anche chiesto la tesi. Il professor Galizia, che ho avuto come primo tutor di tirocinio e con il quale ho aperto per la prima volta Le Indicazioni Nazionali e che ha acceso in me la voglia di cambiare la scuola. Il professor Palladino, che ha accompagnato la mia annualità fino alla fine, come fosse un padre, sempre disponibile e pronto ad aiutarci.
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