

Breve narrazione per il concorso Giana Anguissola 2021
Dedicato a tutti gli insegnanti
che hanno fatto prova di creatività durante la pandemia ... Lorena
Seguitemi! >













Stai ferma, Milly !- chiese la maestra.
- Scendi un pochino, così Saverio! - ripeté.
- Ehi, Cocò avanti ancora un po', non ti vedo! - pregò lei.
- Cos'è questo brusio! Chi è che sta mangiando? - proseguì sfinita l’insegnante.



Come ogni giorno la povera Dorotea con pazienza e affetto richiamava i suoi alunni durante le lezioni, mentre cercava di sistemare il suo corpulento didietro su una bella paglia.









Eh sì! Lei era un essere un po' ingombrante, ma era anche dolce e paziente, sempre pronta alla battuta per rianimare le lezioni quando l'aria si agitava o si batteva la fiacca.
Il sindaco l'aveva scelta per queste sue qualità e soprattutto per la sua esperienza pluriennale di insegnante!




























- Muuh, Muuh che delizia! Ah, cosa fa la fame! Meglio controllare se sono arrivati tutti..

Un giorno, mentre attendeva che tutti gli alunni si collegassero, Dorotea si mise a osservare dalla finestra i colori cangianti dell'autunno, ma gli alberi le parevano o un cavolfiore verde prelibato o una rapa rossa gustosa!
E poi cominciò l'appello: Saverio, Oriana, Cocò, Oreste, Elio, Milly c'erano, ma Ida come al solito era in ritardo...
D'altra parte, come fa una tartarughina ad arrivare sempre in orario?




I piccoli scolari abitavano in frazioni distanti di Fremello, perciò il sindaco aveva predisposto una scuola a distanza e questa soluzione aveva soddisfatto tutte le specie.
I serpenti potevano restare al fresco delle rocce, gli anfibi erano liberi di saltare intorno al loro stagno, le volpi stavano acquattate tra le querce dei boschi e i roditori sgranocchiavano i loro semi.
Anche le testuggini erano libere di scorrazzare negli ampi orti del paese, mentre i gattini si scaldavano tra le balle di paglia.




































Solo Oreste, il piccolo terrier, e Elio, un batuffolo persiano, vivevano accanto alla loro maestra Dorotea.
Infatti, i due compagni alloggiavano in un vecchio cascinale abbastanza decrepito da scoraggiare chiunque volesse abitarci, ma comunque ospitale per restare al riparo dalle intemperie stagionali frequenti.

























- Così, maestra! Ora son qui, ora no! - gracidava la piccola rana in modo stridulo.
- Milly, tesoro fermati un attimo! Leggi la prima riga, grazie - chiese Dorotea.

Per l'amabile bovina le lezioni a distanza erano sempre un tormento.
Un giorno, mentre stava illustrando i cambiamenti di stato dell'acqua, Milly, la raganella, si mise a rimbalzare sulla sua foglia, scomparendo e ricomparendo dallo schermo:








Oriana, una volpacchiotta, provocatoria di natura, un mattino decise di fingere di scrivere, mentre gli occhi di malachite, beffardi, sfavillavano come perle:


- Ehi, Oriana mi faresti leggere le tue frasi?- chiese la maestra.
- Ehm! Sì, ma aspetti che controllo le maiuscole! - ribatté la piccola maliziosa.













Il più giovane degli allievi era anche il più distratto di tutti; Cocò teneva sempre un mucchietto di semi e di ghiande nelle tasche guanciali e li sgranocchiava tra un'addizione e l'altra:


- Allora, crunch, 23 più 22, crunch, fa? Crunch , guarantacin, crunch! - calcolò il criceto.
- Che razza di numero è?- obiettò Dorotea.
-Quarantacinque, scusi maestr, crunch! - corresse lui.
Dorotea sorrise, nonostante tutto, e proseguì la sua interrogazione, lanciando solo brevi e bonari rimproveri ogni tanto.













Il piccolo stagno pareva la banchisa polare circondata da lance appuntite e pronte all'uso.


Un mattino d'inverno la nebbia invase gradualmente la campagna, il gelo si insinuò in ogni anfratto del paese, persino i fusti di mais si cristallizzarono come truppe schierate in attesa di marciare!

I piccoli animali stazionavano stranamente quieti, silenziosi come se la bruma li avesse tacitati; fissavano attoniti e trepidi lo schermo, ma Dorotea non appariva...

- Ma perché sono arrivata prima della maestra Dorotea?- chiese Ida.
- Forse il signor Geremia deve mungerla ancora! - rispose Saverio con aria saccente.






All'improvviso sullo schermo emersero prima un cappello marrone e poi due occhi neri sormontati da due ali dispiegate.


Il fattore Geremia aveva effettivamente sopracciglia enormi che gli davano uno sguardo torvo e misterioso, per cui gli bastava un'occhiata rapida per scacciare gli intrusi:


- Ehm, scusatemi, ma da oggi Dorotea non potrà fare lezione. -asserì il fattore.
- Purtroppo, secondo il veterinario, ha mangiato il fieno del vicino, contaminato da un diserbante tossico, e non so per quanto dovrà assentarsi! - concluse l'uomo.







NO!
FR, FR
NO!
La preoccupazione e lo stupore caddero sul volto degli alunni. Immediatamente i piccoli alunni scapparono via dagli schermi, chi piangendo e chi con aria irritata.












Per alcuni giorni la dad fu sospesa e, quando riprese, ci fu una grossa novità...


- Un somaro per maestro! Oddio, che spasso - rincaró Oriana.
- Che maleducati! Questa è la classe più sgarbata che io abbia mai frequentato! Vedrete come vi sistemo! Hi-ho, Hi-ho! - inveì il supplente.
- Buon giorno ragazzi, Hi-ho, Hi-ho, mi chiamo Ernesto Soma. Sarò il vostro supplente per molti giorni, Hi-ho!
- Seh, Ernesto spara lesto! - commentò impertinente Saverio.

Come molti sanno, è difficile dover accettare i cambiamenti, ma questa era una rivoluzione!
- Un tipo arrogante che si permette di criticarci senza conoscerci!- pensò Elio.




Per il povero equino cominciarono i guai. Ogni giorno veniva deriso dagli alunni, che sembravano passarsi il testimone come in una gara di perfidia:


- Prego Cocò, dimmi come faresti a distinguere un do dal sol? - domandò il maestro.
- Ehm, gruuhm, gruhm, da.. da…- arrancò il criceto.
- Cosa stai dicendo, non si capisce nulla!- replicò il maestro.
- Ma come! Con quei padiglioni che ha dovrebbe amplificare i suoni! - sghignazzò Saverio.











E così tra mille fatiche per mesi il somaro supplente proseguì le sue lezioni, ma ogni volta gli sembravano sempre più interminabili...
- Impenitente! Taci! - lo redarguì Ernesto.
- No! Serpente, semmai - puntualizzò calmo Oreste.
- Continua tu, Milly. Salta alla pagina 20 e leggi - chiese il maestro.
- Beh, se salto come faccio a leggere ? La...ca...set...ta...sta va..! -sbeffeggiò la rana.
-Stupida! È un modo di dire! - urlò spazientito Ernesto.


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