
Cultura, società e tradizioni termolesi...

Gli altari di San Giuseppe a Termoli
A Termoli (Campobasso), in occasione della ricorrenza di San Giuseppe, vengono allestiti i tradizionali altari, detti "vetäre". L'introduzione dell'usanza in questo borgo di pescatori viene comunemente attribuita a Concetta Barone, originaria di San Martino in Pensilis, assai devota al santo, tanto da rinnovare la consuetudine della famiglia d'origine nella sua nuova residenza. Nel tempo l'uso si diffonde ampiamente, soprattutto presso famiglie artigiane e contadine. Verso la fine del 1980 appare mantenuto vivo soltanto dalle discendenti della famiglia Barone, dunque, per non interrompere la tradizione, si tenta di sollecitarne la riproposizione anche da parte di altre famiglie e associazioni termolesi, con buoni risultati.




L'allestimento degli altari e delle tavole di San Giuseppe è effettuato dalle famiglie che li ospitano, con il contributo del vicinato. Dopo la benedizione del sacerdote, il pomeriggio del 18 marzo, gli altari sono pronti per la devozione dei fedeli, fino a mezzogiorno del giorno successivo. L'altare eretto in onore del santo è preparato con drappi, coperte e nastri, preferibilmente di seta e dai colori delicati, con i quali viene formato un tabernacolo, che porta al centro una raffigurazione della Sacra Famiglia o di Giuseppe con il Bambino. La base dell'altare generalmente è costituita da due o tre gradini, per poter disporre addobbi e una serie di oggetti significativi: fiori, piante, ceri, riferimenti al mestiere di falegname di Giuseppe, piccole statue e immagini della Sacra Famiglia e di altri santi, vasi con germogli di grano cresciuti al buio, simili a quelli che ornano le chiese il Giovedi Santo.




I lunghi steli pallidi del grano contrastano con i colori dei fiori e dei drappi, quasi a rappresentare l'opposizione tra la morte e la vita, tra l'oscurità e la luce, nella delicata fase di passaggio tra inverno e primavera. La tavola, posta di solito a fianco dell'altare, viene imbandita con una grande quantità di cibi a base di magro, nel rispetto del periodo quaresimale.
Le famiglie gareggiano nella realizzazione delle composizioni più belle e più ricche. Il risultato è un dispiegamento di elementi vegetali (verdure, frutta e legumi) e una grande varietà di alimenti (pesce, uova, olio, vino, etc.), che offrono un variopinto scenario di abbondanza. Numerosi sono anche i dolci, in particolare si notano 'a puppattelle e 'u cavallucce, dolci a forma di bambola, per le bambine, e di cavallo, per i maschi, realizzati con pastafrolla ricoperta con glassa d'albume e confetti. Tra queste dovizie il pane ha un ruolo significativo, sulle tavole sono infatti


collocate tre grandi pagnotte circolari, al centro delle quali sono impressi i simboli della Sacra Famiglia: la corona (Maria), la croce (Gesù) e il bastone (Giuseppe); è presente anche un lungo pane modellato a forma di bastone. Dinnanzi all'altare si compie l'adorazione verso la Sacra Famiglia, scandita dall'esecuzione di canti, preghiere e poesie. Queste recite devozionali sono effettuate a turno da bambine vestite di bianco, in segno di purezza, e con il capo sormontato da ghirlande di fiori, le "verginelle". I devoti che si recano a visitare gli altari ricevono in dono un santino ('a 'mmaggenette), un panino benedetto ('u päne beneditte) e, come augurio di abbondanza, un po' di "grano di San Giuseppe", un misto di grano, fave, fagioli, cicerchia, granoturco, lenticchie e ceci. Il 19 marzo, secondo la tradizione, si dovrebbe offrire un pranzo di 13 portate a una famiglia, scelta tra le più povere, composta da due adulti e un bambino, che rappresentano Maria, Giuseppe e Gesù.



The altars of San Giuseppe
The Altars of San Giuseppe, in Termoli, the Vetäre de San Gesèppe, are one of the most enthralling popular traditions that are renewed in Termoli. From the afternoon of March 18th until lunchtime the following day, an unbroken procession of people visit altars and tables, set up by local women in houses scattered along the streets of the old town of the city.
Every year the ritual that sees, especially in the old town, a way of families coming from the most distant city neighborhoods is renewed. Each family, after the visit, receives as a gift the "San Giuseppe wheat", a mixture of wheat, cicerchia, barley and boiled corn, flavored with salt and accompanied by a slice of bread, as a symbol of abundance and fruitfulness. In Molise, the tradition of the Altars of San Giuseppe is alive in many places, in some of which, instead of the altars, only a table of food is prepared.
The heart of the tradition is represented by the altar, a real temporary monument erected to the Saint on a base hoisted on two or three steps, in order to make it more visible. Suspended on it a painting depicting the Holy Family. All around the decoration is made with silk blankets, ribbons, lace and tablecloths. On the ground flower pots and sprouted wheat. On the side of the altar the table with all sorts of food: fish, oil, vegetables, fruit, sweets. Strictly excluded fatty foods, such as sausages and cheeses, since we are in Lent. At the table of St. Joseph, first of all the family that organizes it, but also the neighborhood. There must be three large loaves of bread, each of which is designed the stick, the cross and the crown, to represent, in order, Joseph, Jesus and Mary, or the Holy Family.
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