Gli alunni della terza E della scuola primaria di via Cavour dell'Istituto Comprensivo 5 di Pescara hanno ascoltato, rielaborato, scritto e disegnato la storia di "Alice nel paese delle meraviglie" attraverso un lavoro cooperativo a gruppi che ha interessato l'intero anno scolastico . La storia di Alice ha fatto da sfondo integratore per le attività della settimana creativa.

E' TARDI !
Capitolo I
C'era una volta una bambina di nome Alice, un giorno la sorella e Alice si sedettero sotto ad un albero: la sorella leggeva un libro senza fumetti e figure mentre Alice cercava i fiorellini per fare una coroncina per lei. Ad un certo punto Alice vide uno strano coniglio bianco che indossava un gilet ed un orologio dentro un taschino, ad Alice sembrò del tutto normale finchè non gli vide cacciare l' orologio dal taschino ed esclamare :”Oddio, oddio farò tardi” e scappò via.
Alice non riusciva più a stare lì impalata!
Il coniglio scese in un pozzo molto, ma molto profondo e Alice era troppo incuriosita per non saltare dentro a quel pozzo! Mentre scendeva provava ad indovinare di quanto era scesa in profondità, circa 100 o mille miglia...
Quando il pozzo finì Alice cadde su un mucchio di rami e foglie secche, andò giù e si ritrovò in una stanza buia con un tavolino a tre gambe con sopra una chiave. Alice provò ad indovinare qual era la porta che poteva aprire con quella chiave, aprì una porticina e vide un giardino fiorito ...avrebbe voluto entrarci ma era troppo grande..si girò e vide una bottiglia con scritto "bevimi"!
Ci pensò due volte e poi se la scolò, e si accorse che stava rimpicciolendo come un cannocchiale; e scappò in un tunnel, e si accorse che si era dimenticata la chiave , provò a recuperarla ma non ci riuscì. Poi vide una torta con scritto “mangiami!”e Alice se la mangiò tutta... si mise la mano sopra la testa e si accorse che stava tornando grande!
II CAPITOLO
Dopo aver mangiato la torta Alice diventò grande grande. Poi vide il coniglio e provò a parlargli, ma lui si spaventò e fece cadere il ventaglio. Alice, accaldata, prese il ventaglio e se lo sventolò addosso ma dopo un po' si accorse che stava rimpicciolendo.
Lo gettò subito per terra ma era troppo tardi: era diventata alta due pollici!
Si mise a piangere e fece una pozza d’acqua , scivolò nelle sue stesse lacrime e ci nuotò dentro.
Alice da lontano vide un’ombra simile ad un ippopotamo e si spaventò ma era solo un topo! Con lui Alice nominò molte volte il suo gatto Dinah ma il topo, che ovviamente odiava i gatti, e anche i cani, schizzò via offeso. Alice gli chiese scusa e gli gridò di tornare indietro. La pozza si affollò di altri animali e il topo portò Alice a riva.
TERZO CAPITOLO
Alice, dopo essere uscita dal lago di lacrime, si ritrovò insieme ad un mucchio di animali: un dodo ,un topo , dei canarini e un aquilotto.
Alice e gli animali erano tutti bagnati e non sapevano come asciugarsi.
Arrivò il topo che disse: “Ascoltatemi, fate silenzio” e raccontò la storia che non capiva nessuno ma Alice disse: “ Sono ancora bagnata!” e il dodo rispose:”Senti, facciamo una gara: mettiamoci tutti in cerchio e corriamo, così ci asciughiamo!”
Così Alice e gli altri fecero una gara partendo senza il “via “ , alla fine della gara chiesero: “Chi ha vinto?”e il dodo disse: ”Tutti!” e al dodo chiesero:” E il premio?” Il dodo ci pensò e disse :”Hanno vinto tutti, e il premio lo darà lei” indicando Alice.
Tutti gli animali si avvicinarono a lei che mise la mano dentro la tasca e tirò fuori una scatola di confetti, per fortuna bastavano per tutti , ma non c’ era per Alice che rimise la mano nella tasca e trovò un ditale. Il dodo prese il ditale e lo restituì ad Alice che lo prese e fece anche un inchino.
Dopo Alice raccontò del suo gatto che mangiava i topi e anche gli uccelli ma tutti si impaurirono e scapparono via. Alice sentì dei passi in lontananza e sperò che fosse il topo suo amico
QUARTO CAPITOLO
Alice sentì un rumore, pensò che fosse il topo invece era il coniglio che cercava i guanti e il ventaglio della duchessa.
Il coniglio scambiò Alice per la sua governante Anna Maria e la mandò a casa sua per cercare i guanti e il ventaglio della duchessa.
Alice arrivò nella casa del coniglio e si mise a cercare, per terra trovò una bottiglia senza etichetta e la bevve: cominciò a crescere molto velocemente e appena smise di crescere si accorse che i suoi piedi uscivano dalle finestre e le mani dal camino e tutti gli animali che erano lì fuori si spaventarono molto.
Billy la lucertola provò ad entrare dal camino ma non ci riuscì e allora tutti gli animali iniziarono a tirare sassolini che, toccando il pavimento della casa, diventavano dolcetti. Alice pensò di mangiarli per diventare di sicuro più piccola perché non le piaceva essere di quella statura , e così se li mangiò e tornò piccola.
Rimpicciolendosi riuscì a passare dalla porta e corse fino al bosco dove incontrò un cane che le sembrò enorme ma era lei che era troppo piccola ,provò a giocarci con un legnetto ma non poteva a causa della sua statura .Pensò di mangiare qualcosa e vide un fungo e sul suo cappello
c' era un bruco che fumava.
QUINTO CAPITOLO
Alice, dopo aver incontrato il bruco, si mise a guardarlo zitta zitta, dopo tanto tempo il bruco si cacciò la pipa dalla bocca e iniziò a dire :"Chi sei tu?" Alice rispose timidamente :" Beh , io sono Alice” e il bruco iniziò a parlare di cose strampalate ripetendole spesso :" Chi sei?" . Alice gli chiese se aveva un rimedio per la sua altezza:
" Sono molto piccola, mi aiuti" e il bruco disse : "Non è poi così male essere alti tre pollici, anch'io sono alto tre pollici però , se tu vuoi essere più grande, vai a destra o a sinistra se vuoi diventare più piccola
Alice dentro di se pensava “Ma di che cosa destra e sinistra?” E poi il bruco magicamente le rispose “A destra o a sinistra del fungo !” , cosi Alice mangiò un pezzo del fungo, e stava diventando piccola ma per non diventare minuscola mangiò subito l'altro pezzo e, dopo che l'ebbe mangiato, non vide più niente, solo gli alberi sotto di lei, dopo un po’ senti degli schiaffi sul collo ed era un piccione che le diceva:
:"Vattene via serpente !" Alice disse che non era un serpente , ma l'uccello insisteva. Poi Alice si ricordò di avere i pezzi di fungo e se li mangiò tutti e due e per fortuna diventò della sua statura.


Era passato del tempo da quando era tornata della sua statura e Alice si chiese quante cose avrebbe ancora dovuto affrontare? E si domandò come entrare in quel giardino bellissimo . Però vide una casa piccola e si chiese chi ci potesse abitare ,per avvicinarsi dovette tornare piccola e così fece.


SESTO CAPITOLO
Alice vide un lacchè , con la testa che sembrava quella di un pesce, che bussava alla porta e gli aprì un altro lacchè con la faccia da rana; il primo lacchè consegnò una lettera abbastanza grande per la duchessa: la regina aveva invitato la duchessa per giocare a croquet. Alice aprì da sola la porta ed entrò, dentro c'era una cucina enorme dove,
al centro della cucina, c’era la duchessa con un bambino in braccio e c’era anche una cuoca che cucinava la zuppa. Ad un certo punto la duchessa si mise a cantare e, dopo un po’, chiese ad Alice se voleva tenere il “bambino” e glielo lasciò. Alice portò il bambino fuori e scoprì che era un maiale e lo lasciò andare nel bosco.
Lì incontrò un gatto con un grande sorriso. Alice gli chiese dove doveva andare e il gatto le rispose:”Puoi andare a destra dove c’è il cappellaio matto o a sinistra dove c’è la lepre marzolina” Alice decise di andare dalla lepre marzolina.
CAPITOLO 7
Alice ascoltò il consiglio del gatto e decise di andare dalla Lepre Marzolina così si incamminò e riconobbe subito la casa della lepre perchè il tetto era ricoperto di pelliccia e il comignolo aveva le orecchie. Alice entrò e vide la lepre, il cappellaio e un ghiro che
stavano facendo un ricevimento strano perchè quando finivano una tazza di te si scambiavano di posto intorno al tavolo girando, l'orologio segnava sempre l'ora del tè.

Alice si sedette e la lepre marzolina le offrì il tè e le disse di prenderne ancora di più ma Alice rispose che non ne aveva preso neanche un po', la lepre le disse che allora non poteva prenderne di meno

Il ghiro raccontò una storia a tutti "C'era una volta..."ma Alice interrompeva ogni minuto con delle domande. Il cappellaio disse ad Alice di stare zitta, Alice si stufò e allora si alzò e se ne andò nel bosco dicendo che lì non sarebbe più tornata. Nel bosco vide un albero con una porticina sul tronco, mangiò un pezzo di fungo ed entrò.
CAPITOLO 8
Quando Alice entrò nel giardino vide un rosaio dove c'erano tre carte da gioco che dipingevano le rose di rosso e chiese perchè le dipingevano, loro risposero che avevano piantato un rosaio sbagliato perchè avrebbero dovuto piantarlo rosso ma lo avevano piantato bianco e la regina avrebbe tagliato loro la testa se non lo facevano.
Ad un certo punto arrivarono il re e la regina che chiesero ad Alice chi fossero quei tre giardinieri e Alice rispose che lei non lo sapeva ma la regina si infuriò e disse: "Tagliatele la testa!". Poi si rivolse ad Alice chiedendole se sapeva giocare a croquet e Alice rispose "Ma certo!" e la regina allora la invitò a giocare: le mazze erano dei fenicotteri vivi e le palline erano dei porcospini ma nessuno aspettava il proprio turno.
Alice vide comparire il gatto che le chiese "Tutto ok?" Alice rispose di "si", però il re le chiese: "Con chi stai parlando?" e Alice rispose:"Con il mio amico gatto" allora il re disse alla regina che dovevano ucciderlo così la regina ordinò:"Tagliategli la testa!" e chiamarono il boia . Alice vide che i soldati si spostarono e che comparve lo stregatto, aspettò che gli spuntassero occhi e orecchie e gli confessò che il gioco era truccato.

La regina chiese di portare la duchessa che si trovava in prigione per averla schiaffeggiata mentre giocavano a croquet.
CAPITOLO 9
La duchessa disse: " Non puoi immaginare quanto mi sei mancata!" e le raccontò una storiella, stava per dire la morale quando videro la regina davanti a loro. La regina chiese alla duchessa : " Vuoi che sparisca tu o la tua testa?" la duchessa non fece neanche in tempo a rispondere che sparì.
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