
La CORONA è un SIMBOLO di VALORE. Che fosse d’alloro come quella dei poeti, di ferro, d’oro e gemme o semplicemente di fiori, serviva per cingere il capo di qualcuno a cui si dava appunto un valore. In questo periodo in cui i bambini non stanno andando a scuola è importante provare a stimolare la loro fantasia aiutandoli a INVENTARE giochi diversi CON QUELLO CHE C’È in casa. Costruiamo insieme un oggetto magico, ma non uno a caso, una Corona, un simbolo positivo, non più solo una parola che evochi paura.
C'ERA UNA VOLTA UNA CORONA MAGICA ...
STORIE SCRITTE DA NOI


C’era una volta una bambina di cinque anni di nome Anita. Avenìva due fratelli che la trattavano male: le facevano molti dispetti. Il papà vedendola spesso triste decise di portarle un gattino tutto per lei. Una sera il papà tornò dal lavoro con in braccio un piccolo gattino tigrato morbidissimo e con due occhi luminosi color verde acqua. Anita era al settimo cielo. La cosa che nessuno sospettava era che Goccia, questo era il nome cgìhe aveva scelto per il suo amichetto, era un gattino magico. Non passò molto tempo e Goccia si accorse che i fratelli maggiori trattavano male Anita. Così il gattino magico creò una corona tutta d’oro con dei luccicanti cuori in cima: questa corona aveva dei poteri magici. Se qualcuno faceva un dispetto a chi la indossava, il misfatto tornava il mittente. Fu così che due i fratelli impararono la lezione divennero dei bravi fratelli maggiori!
AIDA MALDOTTI
C’era una volta un Re che aveva perso la sua corona.
Disse alle sue guardie di cercarla, ma gli dissero che non l’avevano vista.
Un giorno qualcuno bussò alla porta.
Le guardie aprirono e videro che fuori c’era la Regina Martina, che aveva sulla testa la corona del re. Il re disse: “ Ma quella corona è mia, me l’hai rubata!!”
“Si”, rispose la regina Martina, “Te l’ho rubata io perché ne volevo una bellissima come la tua, però nei negozi delle corone non ne ho trovata nessuna così bella”.
Allora la Regina inizia a scappare e il Re si mise ad inseguirla.
Dopo 2 ore si fermarono perché si ritrovarono davanti ad un burrone con un ponte di legno marcio una corda.
Sotto il burrone c’erano degli spuntoni appuntiti.
Il Re salì sulla corda mentre la Regina decise di salire sul ponte.
Dopo aver percorso 611 pioli, i successivi 30 davanti a lei si ruppero rischiando di farla cadere nel burrone.
Il Re, nel frattempo, mentre tenta di salire il più velocemente possibile, si accorge che la corda davanti a lui sta per cadere, quindi aumenta la velocità e riesce ad arrivare a terra sano e salvo. La Regina a quel punto non può più scappare perché 154 pioli dietro di lei sono caduti ma riesce lo stesso a superare i 30 davanti a lei, nonostante il buco, aggrappandosi alla corda corrimano del ponte.
Alla fine del ponte, la regina trova danti a se il re che la sta aspettando.
A quel punto la Regina non può fare altro che riconsegnare al Re la sua corona, il quale, da quel momento non se la toglierà mai più.
Alessandro Abrami


La fatina Emily la corona magica.
C’era una volta una corona magica; la leggenda racconta che un re di Roma avesse questa corona così potente che poteva causare dei grossi danni. Una volta il re Cesare andò in barca per fare un giro però c’era una grande tempesta e la barca affondò.
Un bel giorno la fatina Emily fece un bagnetto e fu quando stava per uscire dall’acqua che sulla riva trovò una corona molto strana; si trattava di una corona fatta tutta di ramoscelli intrecciati, infilati nei rametti c’erano delle bellissime foglie verdi e anche dei fiorellini gialli e arancioni.
Emily si spaventò molto però visto che aveva letto la leggenda del re Cesare. Pensò: “Un attimo se la prenderò diventerò famosa!” La fatina quindi andò dalle sue amiche a farla vedere però non sapendo che la corona era molto potente fece scontrare due macchine, fece cadere un vaso e perfino un palazzo. Capì quindi che era il momento per lei di lasciarla. La mise in mare su una barchetta in cerca di qualcun altro che la potesse indossare ...
ANITA RIZZOLO

C’era una volta una corona magica che apparteneva ad un papà con tre figli. Questo papà aveva costruito una splendida corona con materiali diversi mentre aspettava la nascita della sua prima figlia per poter giocare con lei una volta cresciuta.
Il papà però se ne era dimenticato e quando la ritrovò in una vecchia scatola scoprì che aveva dei poteri magici.
I poteri erano quattro: se indossavi la corona avevi il potere di ghiacciare le cose, di invocarle di leggere nel pensiero di spostare di oggetti
Bianca Cazzamali
Ma un giorno quando avevano finito di giocare il papà disse: “i bambini questa corona dovete prenderla solo quando ci sono io”. Una sera però quando tutti dormivano le tre sorelle presero la corona dell’armadio e si misero ad usarla a turno. Quando toccò ad Emma per sbaglio congelò sua sorella Bianca che dovette essere messa fuori al sole a scongelare. Il giorno dopo il papà decise di metterla in castigo e di buttare via la corona.

La corona di re Agostino
C'era una volta un re che viveva in un maestoso castello. Questo re si chiamava Agostino ed aveva una corona speciale con poteri magici. Per evitare che qualcuno rubasse il potere a re Agostino, tutti coloro che provavano ad indossare la corona, a eccezione del re, venivano immediatamente trasformati in statue. Il re Agostino era un sovrano cattivo e tutte le persone che vivevano nel suo regno lo temevano. Un giorno un bambino, di nome Luca, chiese aiuto a un mago che veniva da un altro regno e si chiamava Silvano. Questo mago era molto intelligente e sapeva utilizzare dei trucchi che ottenevano un risultato buono. Fece un incantesimo che invertì il potere della corona. Col suo incantesimo solo il cattivo re indossando la corona sarebbe diventato una statua, mentre a tutte le altre persone che provavano ad indossarla non sarebbe successo nulla. La mattina dopo il re si diresse verso la sala del trono per indossare la sua corona e appena se la mise in testa si pietrificò. Le guardie volevano mettere in prigione Luca e il mago Silvano ma tutti i sudditi, felici di essersi liberati del cattivo re, li aiutarono a scappare. Tutto il popolo decise di offrire la corona di re a Luca e il mago Silvano divenne il suo prezioso consigliere. Giorgio Boni

LA CORONA DEL FARAONE
C’era una volta una Corona magica, ricoperta di oro e rubini, proveniente dai tempi egizi.
La leggenda narra che un mago la regalò a un uomo povero che gli salvò la vita, da quel momento in poi egli diventò ricco e potente. Diventò il faraone più grande di tutti i tempi! Ma non sapeva che la Corona gli avrebbe regalato l’immortalità, quando cominciò a veder morire tutti i suo affetti più cari si intristì e abbandonò la Corona lungo il Nilo per liberarsi di tutta la magia che essa conteneva. Da lì non ci fu più traccia di essa.
Era una grigia giornata d’inverno, Antonio stava giocando in cortile a casa dei nonni. La sua famiglia era molto povera e c’erano tante cose che non potevano permettersi. Antonio, a volte, invidiava i suoi amici che invece avevano molte cose.
Quel giorno trovò in un angolo del cortile un vecchio baule, che conteneva una Corona proprio uguale a quella di cui aveva letto tante storie. La pulì e cominciò a giocare a fare il Re, si specchiava e si rispecchiava con la Corona in testa e sperava che tutti i suo desideri si avverassero. Provò e riprovò ma senza nessun beneficio, cosi si arrese al fatto che quella, forse, non era la Corona magica. Andò a letto e la lascio sul comodino.
Il giorno dopo si alzò e casa sua non era più uno scantinato ma una villa a quattro piani, con piscina e una casa sull’albero! Antonio non poteva credere ai suoi occhi. Il nonno guidava una Lamborghini, il papà una Ferrari e tutto era fantastico. Chiamò i suoi amici e organizzo una super festa, con gonfiabili e giostre.
A fine giornata aveva riso cosi tanto da non avere più fiato e si buttò a letto sfinito. Dal giorno dopo, oltre a fare una bella vita, cominciarono a fare tanta beneficenza e aiutarono tanta povera gente.
Col passare degli anni Antonio invecchiò, aveva tanti figli e tanti nipoti e si ricordò che la Corona ti rendeva immortale, e lui non voleva veder morire i suoi cari prima di lui.
Così, ruppe la Corona in milioni di pezzi per poter condividere tutti i suoi poteri con il mondo intero.
Da quel giorno tutte le famiglie furono ricche e immortali.
Diego Sancrotti

La Corona del Re Giuseppe
C'era una volta un Re che si chiamava Giuseppe. Un giorno, mentre dormiva, dei ladri gli rubano la corona. Il Re quando si sveglia va allo specchio e non trova più la corona sulla sua testa, chiama allora un mago e gli dice di fare un incantesimo per far diventare viva la corona. La corona mentre i ladri dormono, prende vita e scappa via. Ritorna dal suo Re Giuseppe e il Re ricompensa il mago con delle monete d'oro e vissero tutti...... corona e contenti .
Geremia Grecchi
C’era una volta una corona magica.
Era fatta di oro e di diamanti, era gialla ed era molto lucente.
Un giorno nel paese scoppiò una brutta epidemia che faceva morire tutti i nonni e i bambini erano molto tristi perché non potevano più giocare con i loro nonni preferiti. Questo virus era molto cattivo perché uccideva tante persone, tutti avevano molta paura e non uscivano più di casa per non morire.
Un giorno arrivò nel paese un cacciatore che si era perso nel bosco e chiedeva aiuto ma nessuno gli rispondeva perché erano tutti chiusi nelle loro case e per le strade non c’era nessuno solo qualche cane o qualche gatto randagio.
Il cacciatore bussò ad un portone e gli rispose un bambino che stava giocando a calcio nel cortile e gli disse che non si poteva uscire per colpa del virus cattivo. Il cacciatore gli disse che era stanco e aveva tanta fame.
Il bambino prese un pezzo di pane e un pezzo di formaggio. Allora il cacciatore si ricordò che nella sacca aveva una corona magica che poteva fare una magia se un bambino faceva una buona azione. Allora la corona fece morire quel brutto virus e tutte le persone corsero in strada e si abbracciarono forte. Poi fecero una grande festa e invitarono anche il cacciatore e chiamarono la corona “corona virus” perché aveva vinto quel virus cattivo che morì per sempre. Domenico Trecca


C’era una volta una corona magica tutta dorata con al centro una pietra preziosa a forma di cuore.
Questa corona aveva il potere di creare tanti soldi, rendere invincibili e fare diventare re chiunque la indossava.
Apparteneva ad un re che si chiamava Pippussos. Il re prima di morire aveva nascosto la corona in una caverna così sarebbe stata molto difficile poi trovarla. Infatti la banda degli Jacopus, dei ladri cattivi , la voleva rubare.
Erano in tre, uno si chiamava Jaco, uno Puckeston e una Beneddettus.
In un paese vicino viveva un ragazzino di 8 anni che si chiamava Giorgin, viveva in una casa misera misera da solo.
Un giorno Giorgin aveva saputo della corona dell’invincibilità e decise di avventurarsi per trovarla. Prese la strada per il BOSCO DALLE MILLE CODE, dove ogni albero era a forma di coda.
Su ogni albero c’erano dei serpenti con code molto lunghe che sputavano dalla bocca veleno. Ma Giorgin aveva portato uno scudo di ferro con cui ripararsi.
Superata la strada pericolosa trovò la famosa grotta ma incontrò i tre ladri. Per fortuna trovò sotto una pietra una spada di diamante. Apparteneva al re Pippussos e anche lei era magica.
Cosi Giorgin combattè in una battaglia epica contro la banda degli Jacopus e grazie alla spada magica li sconfisse.
Entrò nella caverna e trova la corona. Decide di indossarla e da quel momento diventò un re invincibile con tanti soldi.
C’era una volta una corona magica , era di una principessa di nome Elisabetta, un giorno correndo nel bosco la perse perchè inciampò in un ramo e cadde per terra. Quando arrivò al castello si accorse di non avere più in testa la corona, iniziò a piangere e disse alla gente: “Chi ritrova la mia corona avrà una ricompensa”. Un giorno uno stregone passeggiando nel bosco in groppa al suo cavallo, vide una corona d’oro, la prese e la portò subito al castello, la riconsegnò alla principessa che subito lo ringraziò. Si aspettava una bella ricompensa come aveva promesso, il realtà questa corona aveva il potere di far diventare buone le persone. La principessa invitò al castello lo stregone e diventò un bellissimo principe.
Elisa Arghenini
C’era una volta una corona magica e misteriosa. Nessuno sa con esattezza da dove provenga, numerose leggende narrano che sia stata creata dai Trolls all’interno di un vulcano, come dono per il potente imperatore Bulbasaur di Alola regno dell’Est.
I poteri magici della corona permettevano a chi la indossava di teletrasportarsi in qualunque posto, donavano la forza di spostare gli oggetti con la mente e trasformarsi in modo da aiutare i propri cavalieri a vincere la guerra.
Quando i quattro regni cardinali (regno dell’Est, dell’Ovest, del Sud e del Nord) caddero nel caos dell’avidità, scoppiò una guerra tra gli imperatori che reggevano il mondo.
Il mondo stava per crollare, ma l’imperatore Bulbasaur di Alola guidò le sue truppe, con l’aiuto della corona magica, alla vittoria.
Da allora tutte le mattine dal regno dell’Est arriva il sole, inviato da Bulbasaur di Alola, per controllare che il caos non faccia sprofondare il mondo nelle tenebre.
Leonardo Folli
C’era una volta un re che voleva regalare alla sua amata, la regina, una corona. La corona aveva tre fiocchetti due cordoncini e disegnati dei ghirigori. Una notte dei ladri rubarono la corona e cercarono di scappare sugli scogli ma la corona gli scivolò di mano e finì nel mare.
Il re avendo visto e sentito tutto, il giorno dopo mandò il suo servo in mare a cercare la corona. Il servo non se lo fece dire due volte e si tuffò in acqua. Il servo rimase a bocca aperta quando si tuffò perché il mare era bellissimo, ma non si dimenticò della missione che gli era stata affidata.
Cercò e cercò ma non c’era traccia della corona, fin quando vide un polpo con una cosa luccicante tra i tentacoli.
Provò ad avvicinarsi ma lui scappò; allora il servo si fermò e il polpo incominciò a capire che il servo era buono.
Fu così che il polpo gli fece vedere l’oggetto ed era proprio lei, la corona, allora il servo la prese, lo ringraziò e risalì in superficie ma c’era qualcosa che lo tratteneva; si girò e vide uno squalo.
Provo a scappare ma non ci riuscì.
Il polpo che vide la scena corse a salvarlo e lo lanciò fino al castello.
Il re ritrovando il servo sdraiato sul suo tappeto rosso fu molto confuso ma fu contento che gli aveva riportato la corona.
Il giorno dopo il re diede alla regina la corona, e vissero felici e contenti!!!
Linda Luca

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