Lavoro svolto dalla classe 3B del Plesso "F. Scotti"

Cappuccetto Viola
C’era una volta una bambina di nome Violetta che portava sempre un cappuccetto viola fatto di petali di violette.
Era una bambina molto vivace e gentile che adorava creare braccialetti di glicine viola da regalare alle sue amiche: Lilla, Violina, Viola e Violilla.
Un giorno la mamma chiese a Violetta di andare dalla nonna per portarle dei doni, preparò per lei un bellissimo cesto viola pieno di melanzane, uva e mirtilli.
Cappuccetto Viola, felice di rivedere la nonna Lavanda, che era famosa per i suoi buonissimi tè e le sue crostate di more e decide di portare con sé anche le sue amiche farfalle, tutte bellissime e tutte viola.
La nonna abitava alla fine di un boschetto meraviglioso chiamato: “Il boschetto delle viole”, Cappuccetto Viola si incammina e rimane subito incantata dalla bellezza del boschetto.
“Amiche guardate anche voi tutti questi fiori viola e lilla!” Inizia a raccogliere delle violette per la nonna quando all’improvviso appare un lupo nero, con denti aguzzi e grandi occhi neri.
“Aiuto! Aiuto! Un lupo, che spavento!” Cappuccetto Viola urla e corre più veloce che può sperando di seminarlo, ma dalla fretta dimentica di chiamare le sue amiche farfalle.
Le farfalle sapevano che il lupo era allergico ai mirtilli così erano andate a prendere più mirtilli che potevano per lanciarli nella bocca del lupo. Così il lupo si gonfió come un pallone e inizió a volare via nel cielo Azzurro.
Cappuccetto Viola intanto arriva da nonna Lavanda e salutando il lupo, che vola nel cielo, mangia felice insieme al lei le delizie che ha preparato con amore la sua mamma Iris.
Ma il lupo che fine ha fatto?
Non è ancora riuscito a scendere ed è già arrivato sulle Alpi!
Sara






Cappuccetto giallo
C'era una volta una bambina di nome Cappuccetto Giallo che viveva in una bellissima casetta gialla circondata da tantissimi fiori gialli.
Cappuccetto Giallo aveva in testa un fiore: un girasole. Indossava un vestito lungo fatto di mimose e ai piedi calzava dei sandali profumati di limone.
Cappuccetto Giallo aveva tanti amici: il pulcino Mais, la farfalla Biondina e il canarino Titti; l'unico nemico era il lupo cattivo dagli occhi gialli.
Un giorno Cappuccetto Giallo e i suoi amici decisero di andare a trovare la nonna Limoncina.
Prima di partire la mamma le diede un cestino giallo da portare alla nonna con dentro: focaccine, banane limonata, zenzero, limone e farina gialla.

Il sole mi ha accecato!
La mamma disse a Cappuccetto giallo e ai suoi amici di stare molto attenti nel bosco, di seguire il sentiero e, se avessero visto il lupo dagli occhi gialli, di correre altrimenti li avrebbe mangiati in un boccone.
Gli amici si misero in cammino cantando una canzone. Ad un tratto Biondina senti uno strano rumore e disse: “Sentite che rumore, è il lupo!”
Chiamarono il sole in aiuto dicendo: “Sole, sole acceca il lupo e mandalo via per favore!”
Il sole splendente riuscì a bloccare il lupo e loro corsero ed arrivarono alla bellissima casa della nonna.
Limoncina era contentissima quando li vide arrivare, in compagnia festeggiarono mangiando le cose speciali che c'erano nel cestino giallo.
Emily






Cappuccetto Rosa
In una casetta viveva una bambina di nome Cappuccetto Rosa, con lei vivevano sua madre Rosita e la sua gatta Rosa.La bambina amava molto le rose e le farfalle, adorava cantare e ballare.
Un giorno sua mamma Rosita disse a Cappuccetto Rosa che la nonna Ros aveva bisogno di petali di fiori per far guarire il suo caro nonno Rosastro.Cappuccetto Rosa chiese quale fosse la malattia del nonno, la mamma le rispose che il nonno aveva un forte raffreddore.
La mamma disse a Cappuccetto: “Mi raccomando, stai attenta e non fermarti a parlare con le tue amiche pagnotte parlanti e raccogli qualche petalo di fiore.Cappuccetto Rosa partì per il lungo tragitto che l’avrebbe portata a casa della nonna.
Prima di tutto Cappuccetto Rosa si fermò a raccogliere qualche petalo di fiore. Quando Cappuccetto Rosa fu in mezzo al bosco fece una pausa e fu distratta da una farfalla.
Dopo quattro minuti Cappuccetto Rosa sentì ululare tra i cespugli e vide prima delle grandi orecchie poi l'animale tra i cespugli si fece avanti: era il lupo. Quando Cappuccetto Rosa vide il lupo cominciò a scappare, ma lupo la prese e le chiese: “Fanciulla Dove stai andando?”
Cappuccetto Rosa rispose: “Io sto portando dei petali di fiori per il mio nonno Rosastro, per la sua guarigione. ”Il lupo chiese: “Quale malattia ha il nonno?” Cappuccetto rispose che il nonno aveva un forte raffreddore.”
Il lupo ululò: “E’ meglio che tu finisca sbranata dalla mia grossa bocca.” Cappuccetto Rosa corse immediatamente dalla nonna e dal nonno e arrivò appena in tempo prima che il lupo la mangiasse.
Cappuccetto Rosa raccontò tutto alla nonna. Quando la nonna capì che fuori c'era il lupo, prese una mazza, si fece coraggio e diede un colpo al lupo che gli fece spuntare un grosso bernoccolo sulla testa. Dopo qualche secondo il lupo svenne.La nonna portò il lupo da un calciatore perchè lo chiudesse in gabbia, poi presi i petali e preparò una tazza di tisana ai fiori. Poiché Cappuccetto Rosa aveva raccolto molti fiori, la nonna chiese al cacciatore se gradiva una tazza di tisana. Il cacciatore accettò, insieme gustarono la tisana e vissero felici e contenti.
Chiara



Cappuccetto Violetto
C'era una volta a Moda-City una ragazzina di nome Camilla.
Camilla veniva chiamata anche Cappuccetto Violetto perché la sua nonna Violetta, che viveva allla periferia di Moda City, le aveva cucito per il compleanno un cappuccio Violetto alla moda.
Camilla quando usciva di casa aveva sempre quel cappuccio, anche d'estate.
Un giorno la mamma Viola chiese a Camilla di portare alla nonna un cestino con dentro un vestito elegante di colore violetto, delle scarpe violette, degli occhiali violetti e dell'uva. Allora Camilla si incamminò.
Ad un certo punto saltò fuori da un grattacielo una borsa gigante che le chiese: “Dove vai bella bambina?”
La bambina non rispose, allora la borsa gigante le fece un'altra domanda: “Chi ti ha dato quel cappuccio?” Camilla rispose: “Me lo ha fatto la nonna per il mio compleanno e lo indosso sempre.”
La borsa, già con l'acquolina, disse: “Bene bene, è dalla nonna che stai andando?”. Camilla affermò: “A questa domanda non ti posso rispondere.” La borsa, senza dire nulla, si trasformò in una piccola borsa e si infilò nel cestino.
Cappuccetto arrivò dalla nonna e le disse: “Guarda nonna, ti ho portato il vestito, le scarpe, l'uva, gli occhiali e... la borsa? Aspetta, ma non c’era la borsa!” Non fece in tempo a finire la frase che si trovò dentro una tasca della borsa gigante. In quel momento passava di lì la cugina che entrò per salutare Violet, ma invece della nonna trovò la borsa gigante che la inghiottì.
La cugina, per fortuna, aveva sentito la notizia e conosceva i trucchi per rompere la borsa in mille pezzi: bisognava unire tutte le conoscenze e costruire un robot vestito in modo elegante.
La borsa, vedendo il robot elegante, si sarebbe arrabbiata e, per la gelosia, si sarebbe rotta in mille pezzi. Così accadde.
Camilla e la cugina tornarono a casa e Camilla raccontò la sua avventura però la mamma non le credette.
Il giorno dopo Camilla si svegliò e vide scritto su un grattacielo vicino: “Camilla, sua nonna e la cugina sono le supereroine che hanno sconfitto per sempre la borsa gigante.”
Camilla, Violet e la cugina non si scordarono mai quel giorno e vissero per sempre felici, contente ed eleganti.
Ilaria

Cappuccetto Giallo
Cappuccetto Giallo abitava in una fattoria dove c'era tanta paglia gialla.
La mamma, il giorno del suo compleanno, le regalò un cappuccetto giallo che prima era stato della sua mamma e della sua nonna. La bambina lo indossò per la prima volta, ma era troppo stretto ed era fuori moda. Così la madre le propose di andare alla fattoria in cui viveva la nonna che le avrebbe dato un cappuccio adatto alla sua testa. Lungo il sentiero nel bosco, coperto di paglia gialla, viveva la bestia feroce.
La leggenda narra che fosse un pericolo per la società e per le fattorie. Se la bestia ti guardava negli occhi, ti lanciava una maledizione. Purtroppo nessuno sapeva con esattezza quali fossero le conseguenze della maledizione.
Cappuccetto giallo prese la sua torcia gialla e si fece guidare dalla luce. Cappuccetto giallo non sapeva, però, che la sua torcia era stata sostituita dalla bestia feroce: la sua falsa torcia la portava dritta verso l'animale pericoloso. Quando si trovò di fronte la bestia feroce la bambina fu colpita dalla maledizione.
Per fortuna in quel bosco viveva un'altra bestia: era un leone fatato, il re della giustizia. Il leone prese Cappuccetto e lo portò in un posto sicuro, si mise a lottare con la belva e, dopo essere uscito vittorioso, liberò Cappuccetto dalla maledizione. Cappuccetto chiese al leone l’ ultimo favore: se poteva cavalcare sulla sua groppa fino alla casa della nonna. Arrivati lì, la nonna diede a Cappuccetto il cappuccio giallo della sua misura e la bambina poco dopo ritornò a casa. Da quel giorno vissero tutti felici e contenti.
Jacopo

Cappuccetto Azzurro
Tanto tempo fa una bambina di nome Cappuccetto Azzurro e la sua mamma, di nome Angelina, vivevano nel cielo in una casetta bianca e azzurra. Un giorno la mamma di Cappuccetto Azzurro le chiese: “Cappuccetto vai dalla tua nonna e dalle i tutti i biscotti a forma di luna e a forma di nuvola e di stella”. Allora Cappuccetto Azzurro prese il cappellino azzurro e il cestino e si inccamminò con il suo amichetto Piripetto. Dopo un po’ di tempo cappuccetto incontrò un lupo grigio color inquinamento.
Cappuccetto si spaventò e gli chiese: “ Lupo mi vuoi mangiare?”
E il lupo rispose: “Si e ti mangerò fino alle ossa!”.





Cappuccetto Azzurro chiese a Piripetto: “Piripetto vai a chiamare i tuoi amichetti e chiedi loro di di venire qui!!!”. Piripetto disse ai suoi amichetti di andare da Cappuccetto Azzurro che disse a tutti gli uccellini di andare in picchiata sul lupo. Finalmernte Cappuccetto Azzurro potè percorrere la sua strada fino ad arrivare dalla nonna che fu molto contenta dei biscotti. Cappuccetto poteva tornare a casa, ma il lupo l’ aspettò e la mangiò. La mamma di Cappuccetto era preoccupata perchè non la vedeva tornare quindi chiamo’ il cacciatore di nome Vento che, con la sua forza, fece aprire la bocca del lupo e Cappuccetto usci’. La mamma ora era felice di rivedere sua figlia. Cappuccetto Azzurro diventò grande e continuò ad andare a trovare la nonna senza più incontrare il lupo cattivo.
Lara
Cappuccetto Blu
C'era una volta una bambina di nome Cappuccetto Blu che viveva con la sua mamma in un piccolo villaggio. Una mattina, dal cielo blu senza nuvole, la sua mamma le disse che doveva andare a portare un cestino di medicinali alla nonna ammalata di polmonite. Cappuccetto Blu, insieme al suo uccellino dalle piume blu cobalto di nome Smorfin, s'incamminò.
Per arrivare prima prese la scorciatoia del bosco, ma non sapeva che pericoli c'erano ad attenderla. Alla fine del bosco incontrò un lupo cattivo che cercò di attaccarla. Cappuccetto Blu e Smorfin iniziarono a correre, ma il lupo riuscì a raggiungere Cappuccetto e a mangiarae in un boccone poi prese il cestino e andò a casa della nonna e con un inganno riuscì ad entrare e divorò anche lei.
Smorfin, che si era salvato, trovò un cacciatore che stava passando da quelle parti e iniziò a beccargli la testa per fargli capire che doveva seguirlo. Il cacciatore, arrivato a casa della nonna, trovò il lupo ancora in casa, lo atterrò, gli taglio la pancia da cui uscirono la nonna e Cappuccetto Blu.
Mattia

Cappuccetto Lilla
C'era una volta, tanti anni fa, una bambina dolce ed intelligente che amava la natura. Il giorno del suo compleanno la sua mamma le donò un cappuccetto lilla che avrebbe tenuto sempre con sé anche quando dormiva. Cappuccetto Lilla viveva vicino ad un campo di viole e le sue amiche erano le farfalle. Un giorno la mamma le chiese di portare alla nonna delle medicine con dentro i petali di viole perché si era ammalata a causa di una grave polmonite portata dai pipistrelli che vivevano in una grotta vicino a casa sua. La mamma le disse di stare molto attenta e che c'erano due strade per arrivare alla casa della nonna: quella a destra non aveva pericoli, mentre quella a sinistra portava vicino alla grotta.




Cappuccetto Lilla nel tragitto si fece trasportare dai tanti colori del prato verso la strada a sinistra e ad un certo punto sentì svolazzare qualcosa ed erano proprio i pipistrelli! I pipistrelli la catturarono e le dissero che sua nonna era l'unica a non essere ancora guarita. La medicina che aveva con sé Cappuccetto Lilla era l'unica boccetta rimasta e che senza quella avrebbero conquistato l'umanità. Ad un tratto arrivarono le farfalle che seguendo Cappuccetto Lilla erano riuscite a liberarla e a sconfiggere i pipistrelli, e quindi il mondo era salvo. Alla fine, Cappuccetto Lilla era riuscita ad arrivare a casa della nonna e le diede da bere la medicina, facendola guarire dalla malattia. E vissero tutti felici e contenti!
Giorgia
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